giovedì 11 settembre 2014

Recensione "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare" di Luís Sepúlveda

Ieri mentre ero nella biblioteca del mio paese a pulire, mi sono imbattuta in qualche bel libro. Il primo che ho trovato, che ho sempre voluto leggere è “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” di Luis Sepúlveda.



Casa editrice: Salani Editore
Pagine: 126
Prezzo: 16.000 L.
Capitoli: 20

Un branco di gabbiani sorvolavano il mare in cerca di cibo. Kengah era alla sua quarta aringa quando si accorse di essere stata travolta e sommersa da una pozza di petrolio. Con tutte le sue forze prese il volo e raggiunse la casa in cui abitava il gatto Zorba, rimasto solo perché il suo padroncino era partito in vacanza. Zorba si preoccupò subito del gabbiano, che voleva a tutti i costi deporre un uovo prima di morire, facendo promettere al gattone nero di non mangiare l’uovo, di prendersene cura e di insegnare al piccolo a volare. Zorba accettò e insieme ai suoi amici gatti si prese cura dell’uovo finché un giorno non si ruppe e nacque un bel gabbiano. Gli amici si fecero aiutare dal gatto più esperto dei mari per scoprire il sesso del nuovo nato che, essendo una femmina, chiamarono Fortunata. Agli amici non restava che insegnare a volare alla gabbianella. Nonostante la buona volontà e i vari tentativi, Fortunata non riusciva a prendere il volo. SPOILER ALERT*  (Non leggete se non volete sapere come va a finire!) Decisi a far volare la gabbianella, i gatti acconsentirono alla rottura di un importante tabù. Zorba infatti decise di rivolgersi ad un umano che li avrebbe aiutati a far spiccare il volo a Fortunata. Come promesso, la stessa sera a mezzanotte, il poeta interpellato si presentò all’appuntamento e, portando Zorba e Fortunata con se sul campanile della città di Amburgo, riuscì ad insegnare alla gabbianella a volare.

Tutti conosciamo questa storia come una specie di favola per bambini. Ma non è proprio così. Io ho 18 anni e l’ho apprezzata molto. Dietro alla storia di questi due animali c’è molto di più, come il fatto che gli umani, che prima distruggono e inquinano, poi riescono a salvare.

Credo che sia un libro che almeno una volta nella vita debba essere letto! È ricco di sentimento, anche se i protagonisti sono animali e alcune volte è anche divertente e ironico! Ironico perché Sepúlveda riconosce agli animali il dono della parola e divertente perché gli animali tra loro si divertono un sacco e di certo le battute non mancano!

Un Bacio
Angela♥


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